rosso

Il Verismo secondo Rosso Malpelo

In questo periodo a scuola stiamo parlando di un periodo della letteratura Italiana .

Parlando di Verismo non potevamo non parlare di una novella come quella di Rosso Malpelo scritta da Giovanni Verga.

Lui era un ragazzino chiamato così  per via del colore dei suoi capelli e per via delle suo carattere abbastanza cattivo e persino sua madre non ricordava più il suo nome di battesimo.

Il ragazzo era forte e sano, ma anche testardo e aggressivo, e amava vendicarsi di soppiatto, prendendosi la colpa di tutto anche quando non c’entrava nulla perché ormai era entrato nel ruolo che gli era stato imposto, mantenendo sempre il suo stato di fiero orgoglio e disperata rassegnazione.

Lavorava con il padre, Mastro Misciu Bestia, chiamato così in senso dispregiativo per via del molto lavoro svolto nella  cava di Monserrato dove si estraeva la rena e pur di procurarsi il pane a differenza degli altri  accetta di svolgere il lavoro dei compagni minatori.

Un giorno il padre doveva completare un lavoro che gli era stato affidato, per eliminare un pilastro dalla cava, malgrado fosse molto pericoloso. La sera tardi, mentre Malpelo gli stava dando una mano, mettendo al sicuro il piccone, il pilastro cadde all’improvviso addosso al padre.

Rosso Malpelo cercò di salvare il padre malgrado l’indifferenza da parte degli altri infatti non volle più allontanarsi da quella galleria, e sterrava con accanimento, quasi ogni corbello di rena lo levasse di sul petto a suo padre.
Dopo la morte del padre pareva gli fosse entrato il diavolo in corpo e sapendo che era Malpelo, diventava sempre più cattivo.