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Alla scoperta di Noto e della Villa del Tellaro e laboratorio di scrittura cuneiforme

Il nostro territorio è ricco di opere d’arte e luoghi incantevoli. Una città ricca di ambedue le cose è Noto, definita la “capitale del Barocco”, che nel 2002

il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, insieme con le altre città tardo barocche del Val di Noto. I nostri alunni, delle classi quarte di Giarratana e Monterosso, hanno potuto ammirare le bellezze di tale città, giorno 30 aprile c.a.

I bambini hanno appreso notizie storiche su Noto, Chiamata anticamente Neas dai siculi, Neaton dai greci e Netum dai romani, il  nome definitivo fu  dato dagli arabi e registrato nell’arabo classico come Nūṭus o, più probabilmente, Nōṭus.

All’ingresso della città si trova Porta Reale o Ferdinandea: costruita in occasione della venuta del re Ferdinando II di Borbone, che ci introduce nel corso Vittorio Emanuele e passeggiando lungo la via nostri alunni hanno potuto ammirare i palazzi di stile barocco, come il Palazzo Ducezio  sede del municipio, la denominazione è in onore di Ducezio, fondatore della città.

Piazza dell’Immacolata, dove si trova la bellissima chiesa di San Francesco dell’Immacolata, affiancata dal monastero del SS. Salvatore.  Piazza del municipio, Piazza XVI Maggio, nei pressi della bella piazza si trova Palazzo Nicolaci, che ben si fa notare per i putti, i cavalli, i leoni e altre particolari figure che arricchiscono la facciata. Bambini e adulti sono rimasti estasiati da questi gioielli del barocco. Qui , la guida ha informato gli allievi che ogni anno si svolge la famosa Infiorata.

Inoltre, si sono potuti contemplare gli splendori della Basilica Cattedrale di San Nicolò: inserita nella lista mondiale dei Beni dell’Umanità dell’UNESCO. Gravemente compromessa dal crollo della cupola e di due navate nel marzo 1996, l’edificio è stato riaperto al culto nel 2007 dopo 9 anni di lavori. È intitolata a San Nicolò, vescovo di Mira.

All’interno della Chiesa di Santa Chiara, gli insegnanti e la guida  hanno fatto notare agli alunni lo stile architettonico barocco e le varie opere custodite, tra cui una pala del 1854 raffigurante i santi Benedetto e Scolastica, del pittore palermitano Salvatore Lo Forte e una Madonna col Bambino cinquecentesca in marmo, attribuita ad Antonello Gagini.

Dopo aver visitato la bellissima città di Noto, abbiamo raggiunto la zona presso il fiume Tellaro, dove è ubicata la Villa Caddeddi-Tellaro. E’ una villa romana con i pavimenti in mosaico, risalenti al quarto sec. d.C. i bambini erano entusiasti nel vedere quelle scene di caccia. Si è trascorso il pomeriggio nel capannone dei laboratori, dove l’esperto storico ha illustrato il susseguirsi di eventi riguardanti la scrittura. Il laboratorio consisteva nel riprodurre la scrittura cuneiforme dei Sumeri. Gli alunni sono diventati dei piccoli “scribi dei Sumeri”.

La visita d’istruzione, può essere descritta come un susseguirsi di forti emozioni. Questo è quello che ha suscitato in noi e, soprattutto, nei nostri alunni, per aver scoperto il barocco, così elegante da dar vita ad ogni singola costruzione dell’incantevole città siciliana e l’esperienza dell’attività di laboratorio è stata entusiasmante ed interessante.